Premetto che provare a raccontare ed a descrivere a parole un brano musicale è molto difficile ....e lo è perché quando uno sceglie di raccontare un’emozione in musica lo fà proprio perché con le parole non ci riesce.
Mi è spesso capitato di sedermi al pianoforte o di abbracciare la chitarra per riuscire a raccontare qualcosa che in realtà a parole non riuscivo a comunicare.
Ho iniziato a scrivere i miei primi brani a 15 anni e mi ricordo che per il mio sedicesimo compleanno mi sono fatta regalare da papà i soldi per pagare la quota di iscrizione alla Siae...ero già gelosa di quello che suonavo, bello o brutto non aveva ancora importanza, a me piaceva tanto e volevo assicurarmi che nessuno potesse rubarmelo.
Con il tempo ho caratterizzato il mio modo di scrivere, ed ho iniziato a disegnare le mie canzoni con delle linee e dei colori che diventavano sempre più mie e sempre meno comuni e banali.
I colori, i toni ed il “mood” che caratterizza i miei brani è spesso sopra le righe, ironico, brillante, luminoso, colorato...e anche questa è una scelta: per esprimere dolore basta dire “ brucia” ..non serve dirlo creando per forza un incendio...sono sempre stata di quest’idea..non l’ho scelta, mi appartiene. (A volte mi fanno più tristezza le maschere di un pagliaccio che le lacrime sincere di qualcuno)Il disco è un susseguirsi di brani che io ho scritto con il pianoforte e con la chitarra, pochi mesi o tanti anni fà ...io e il mio gruppo ne abbiamo scelti alcuni e ci abbiamo lavorato su un bel po’ di tempo.
Tutti i brani raccontano qualcosa di me: non riesco a scrivere “universalmente” di qualcosa...devo prendere spunto da qualcosa che mi è successo..poi viaggio ...ma devo partire da una sensazione che posso analizzare perché l’ho sentita forte e chiara dentro il mio cuore: questo è necessario per poter essere sincera.
Il titolo del disco è “Viaggio Stranissimo”.... nel disco c’è un brano al quale mi sento molto legata che si intotola così, ma non è questo il motivo per il quale ho intitolato così questo lavoro: l’ho voluto chiamare così perchè trovo perfetto associare il lavoro che c’è dietro ad un disco ad un viaggio stranissimo, lunghissimo, bellissimo...
...Suonare è un viaggio, cantare è un viaggio, raccontare in musica richiede un viaggio, arrangiare un brano è un viaggio..
>> L’equilibrio del malumore
...sembra un po’ una filastrocca che dice: “E’ l’equilibrio del malumore a comandare questo mio cuore” ..
Con questo brano ho messo in musica la mia “dipendenza emotiva” e quindi la mia incapacità di gestire in modo equilibrato qualsiasi tipo di emozione, soprattutto quelle che vivi durante una storia d’amore.
La protagonista del brano è una marionetta di cotone..mi sentivo una bambola in quel periodo della mia vita e mentre scrivevo mi immaginavo questa bambola che non poteva muoversi autonomamente ma veniva mossa da dei fili...che aveva il cuore di cotone...che se lo picchi non fa rumore e rimane sempre dello stesso colore....e le guance che assorbono le lacrime senza far trasparire nulla di quello che prova...
C’è un po’ di rabbia, un po’ di magia e un po’ di stupore in questo brano, che fra l’altro è la prima traccia del disco...l’ho messa come prima traccia perché in pochi secondi espone diversi aspetti della musicalità di marta gi and the gi monkeys!>> Dito lunghissimo
Questo brano ha una storia stranissima dietro:
...qualche mese fa camminavo per la strada che porta da casa mia alla chiesa del mio quartiere...ero appena stata a messa e canticchiavo felice guardando il cielo. Ad un certo punto incontro un vecchietto di zona che mi dice “ Marta come mai questa mattina sei così felice? cos’è successo? Sembra proprio che tu stia toccando il cielo con un dito!”.... e a quel punto mi sono subito chiesta come si potesse toccare il cielo con un dito: o volando oppure avendo un dito lunghissimo...
Ed ecco che appena tornata a casa ho scritto il pezzo, che parla proprio di questa sensazione.
Non ho voluto descriverla parlando di me e così mi sono immaginata un uomo che vestito di bianco nel bel mezzo di una piazza allunga il dito fino a toccare il cielo con lo stupore e l’interesse di tutti i passanti.
Questo uomo mi piace pensare che sia Gesù.>> Stranissimo viaggio
Questo brano è il più vecchio del disco...l’ho scritto 3 anni fa e anche per questo per me ha un valore molto profondo.
Il viaggio è un viaggio d’amore, è il viaggio che ti riporta a casa dopo una grande delusione, è il viaggio che fai con la testa e con il cuore dopo aver capito di aver fatto la scelta giusta al momento giusto ...è un po’ il viaggio che segue tutte le fasi della vita...
..dopo che le cose sono successe si fermano e invece tu continui ad andare avanti.
Il ritornello invece ha una storia particolare: spesso ho fatto ascoltare i mie brani a persone che non li hanno apprezzati...ma una volta, proprio da parte di una persona molto influente nel mondo della musica, mi sono sentita dire che i miei brani non funzionavano, non andavano bene, non arrivavano, erano brutti..e allora presa dalla rabbia sono tornata a casa e “viaggiando” ho pensato che non erano i miei brani a non funzionare ma era lei che non aveva il cuore abbastanza grande per capirli...>> Normalita’ non ce n’è
Questa canzone è l’unica vera Ballad del disco..è un pezzo lento, dolcissimo ..
...l’ho scritto ad occhi chiusi ...
parla della fine di una storia d’amore, del momento nel quale sai di non avere più la persona che ami accanto ma poi in realtà rimane comunque dentro di te anche se vorresti cancellarla per soffrire di meno.
Racconta quella sensazione che si prova quando in pochi minuti perdi la cosa più cara che hai ed in qualche modo devi fartene una ragione..con la testa provi ad elaborare questa nuova condizione ma in realtà questo pensiero disturba continuamente il tuo equilibrio e non ti lascia mai sola.
È una canzone che ho scritto dopo la storia d’amore più importante della mia vita, lui mi ha lasciata, io però continuavo a sentirlo, vederlo, parlargli,dormirgli accanto...>> Bella addormentata
Questo brano l’ho scritto per cercare un rifugio...
le cose non andavano nel modo giusto e io non volevo più vivere quella sensazione di malessere che mi portava a svegliarmi la mattina senza il sorriso..o con l’ansia di non aver ricevuto la telefonata della persona che ami.
Allora ho pensato: “ VOLGIO DORMIRE FINO A QUANDO LE COSE NON MIGLIORERANNO...FARò COME LA FAVOLA DELLA BELLA ADDORMENTATA ...ASPETTERO’ UN BACIO PER RISVEGLIARMI”
È un po’ il desiderio di illudersi che esista un posto nel quale i problemi non ci sono, le cose migliorano e tutto diventa bellissimo: nel brano esprimo la voglia di addormentarmi, raggiungere questa meta nei sogni, entrarci dentro e chiudere a chiave la porta ...per sentirmi protetta e amata.
Il brano inizia dicendo...” vorrei avere un mondo fatto apposta per me, per poter vivere lontano da te e sorridere”....>> Ombrello di carta
Questo pezzo ho iniziato a scriverlo per gioco con la mia sorellina di 9 anni...eravamo al pianoforte e io le insegnavo alcune melodie...fino a quando non è uscita una melodia che abbiamo iniziato a cantare e che lentamente mi sono resa conto che poteva diventare davvero un brano.
In quel periodo c’era un ragazzo che mi trattava male e quindi ho pensato di mettere in musica la voglia di far vedere a tutti quanto questa persona era cattiva con me...quanto era brutta dentro..e questa canzoncina era perfetta per esprimere questo concetto in modo simpatico e ironico.
Ho immaginato che questa persona nascondesse queste sue “cose brutte” e questa sua cattiveria sotto un ombrello di carta...in modo tale che nessuno potesse vederle..ma poi mi sono immaginata che questo ombrello con la pioggia si sarebbe sciolto e cosi tutti avrebbero visto che quello che lui nascondeva era brutto e non bello come lui faceva vedere falsamente agli altri!
In realtà questa canzone nasce non tanto dalla voglia di raccontare un’emozione o un’esperienza, ma dal desiderio di descrivere questa immagine su quella melodia: questo uomo piccolo piccolo che si ripara sotto un ombrello per nascondersi...ma con la pioggia l’ombrello di scioglie e tutti scoprono che in lui c’è qualcosa di brutto.
Un po’ di desiderio di vendetta... ogni tanto non fa male no?>> Olè
olè è il primo brano che ho scritto con la chitarra..conoscevo pochi accordi e ho usato quelli che mi venivano meglio per raccontare una parte importante del mio carattere, quella che mi porta a diventare un’illusionista ...a sorridere quando invece il mio cuore piange.
Racconta la mia parte brutta, quella che ho paura a tirare fuori ma che mi appartiene, la parte cattiva, disturbata, disagiata, bambina, che ogni tanto si presenta nella mia vita e disturba le mie emozioni e il mio equilibrio.>> Via sciò
“via sciò” non è esattamente una canzone d’amore...o meglio lo è in modo un po’ particolare.
Per scriverla, come faccio sempre, mi sono fermata un momento ad analizzare una sensazione che è sempre stata molto presente nel mio modo un po’ folle di gestire tutte le cose, belle o brutte, che ti capitano nella vita. Cerco di spiegare...
Quando mi trovo nel bel mezzo di una situazione imbarazzante o dolorosa sento ,dentro la mia testa, una voce che mi dice “scappa via, vattene, corri”... e questo accade proprio in quei momenti nei quali, invece, la cosa più opportuna sarebbe rimanere, capire, calmarsi, parlare.
Vivevo una storia d’amore di quelle dalle quali sai di dover fuggire ma non riesci a farlo...
“Via sciò” è un brano che ho scritto in un momento nel quale questa “vocina” era molto presente nella mia testa...”via sciò” è un po’ la voglia di non affrontare il problema, di guardarlo e voltargli le spalle ...senza fermarsi ad analizzarlo... come invece consigliano tutti da fare.
La canzone l’ho scritta tutta in un’oretta ed è subito piaciuta ai miei musicisti...forse perché anche loro sentono delle vocine nella testa che gli dicono di scappare via?
Il mood è brillante e allegro perché sono convinta che non sia poi sempre necessario raccontare una cosa “brutta” con il tono della voce depresso per essere capiti e condivisi. No?